Ogni villaggio di frontiera ha bisogno di un luogo dove ritirarsi quando il mondo decide di colpire. Phandalin non ne ha uno — non ancora. Ma a sud, nel cuore di una montagna, giace Roccadascia: un tempo bastione nanico possente, ora tomba silenziosa sigillata dal tempo.
Le sue mura sono ancora in piedi. La sua posizione è strategica. Il problema è ciò che ha preso possesso dei corridoi nel frattempo.
La rocca addormentata
Le porte non oppongono una resistenza insormontabile. Arcibaldo lavora in silenzio sui meccanismi arrugginiti, e l’ingresso cede con un gemito di ferro che rimbomba nelle viscere della montagna.
L’aria all’interno è greve, stagnante — il respiro di un luogo che non ha conosciuto vento per generazioni. Le sale raccontano di grandezza passata: arredi nanici incrostati di polvere, bassorilievi che emergono nell’oscillare delle torce, e un silenzio che non è vuoto ma pieno di attesa.
L’oscura presenza
La quiete si spezza con un rumore di artigli sulla pietra. Dalle ombre emergono ghoul affamati, attratti dalla presenza di carne viva dopo chissà quanti anni di buio.
Il primo scontro è rapido. Il secondo meno. Il terzo richiede cautela vera, perché ogni stanza nasconde nuove bocche e nuovi artigli. La rocca non è abbandonata — è infestata, e qualunque cosa abbia corrotto questo luogo lo ha fatto con pazienza.
Nel cuore della fortezza, la sala del trono rivela il peggiore di tutti: un ghoul dall’aspetto nobile, adornato con un anello che suggerisce un passato di potere. Al suo richiamo, altri non-morti si riversano nella stanza come un’onda di putrefazione.
Lo scontro che segue è il più violento dall’arrivo nella regione.
Riorganizzarsi nella cucina
Ogni risorsa ha un limite, e il gruppo ha raggiunto il proprio. Con lucidità dettata dalla necessità, decidono di ritirarsi nella cucina della fortezza — un locale relativamente riparato, con una sola porta da sorvegliare.
Qui si barricano. Elfeder cura le ferite con ciò che resta delle sue energie. Tiamantha conta le frecce rimaste. Arcibaldo studia la mappa della rocca incisa sulle pareti, cercando un percorso verso ciò che ancora li attende.
Tra un sorso d’acqua e una parola sottovoce, la cucina diventa un quartier generale improbabile. La rocca non è ancora conquistata — ma il gruppo non è ancora spezzato.
La morte abita qui da tempo. Ma oggi ha trovato qualcuno che non intende farsi ospitare.