Da giorni i sogni non lasciano dormire. Immagini che non tornano, terremoti sempre più fitti sotto Sharn. E un segno, comparso sulla pelle di tutti e cinque. Un marchio che nessuno di loro riconosce.
I Marchiati partono da ciò che sanno. I marchi del drago sono potere: casati, monopoli, magia. Il loro non appartiene a nessuna casata. Restano gli aberranti, quelli che la gente lega, a mezza voce, alla corruzione e alla sventura. Accademie, università, vecchi testi: la risposta è sempre la stessa, e sempre a metà. Somiglia a un marchio aberrante. Ma non è nessuno di quelli conosciuti.
Kristy interroga la sua Signora. La Regina dei Corvi risponde senza parole: un battito d’ali insistente sulla nuca, poi un grido d’allarme, rivolto in basso. Eris cerca i druidi della città. Parlano di una terra che soffre. Da lì, dicono, vengono i tremori.
Le visioni arrivano senza bussare. Norik è dentro una camera blindata, vista da dentro; alle sue spalle, dei passi si avvicinano. Kristy riconosce un vicolo e una bettola dei bassifondi, e un uomo che le si scaglia addosso.
Quel vicolo esiste. Lo cercano, e per strada finiscono alla Gilda di Cima della Scogliera, dove gli avventurieri si scambiano voci. Le voci dicono una cosa sola: spedizioni scese sotto Sharn, nessun ritorno. E un avvertimento che li riguarda: una donna bendata ha chiesto di voi. Scendendo verso i bassifondi, la sensazione di essere guardati. In alto, appoggiata a un bastone, una figura li osserva. Poi non c’è più.
Nel vicolo trovano Doreth. Cieco: gli occhi se li è tolti da solo. Uno dei pochissimi tornati vivi da sotto. Delira, si aggrappa ai loro vestiti, rovescia addosso a loro parole spezzate. Una si conficca e resta: ne vuole cinque. La donna bendata. Cinque, come loro. Mentre parlano, su Gmork cade inchiostro dal nulla, e la terra sotto i suoi piedi lo inghiotte. Sepolto vivo, senza fiato. Poi il vicolo torna, come niente fosse.

Provano a girare la caccia dall’altra parte: una moneta a dei monelli di strada, se portano loro la donna bendata. I ragazzini la trovano. Tornano a mani vuote. Non è una che si lascia portare.
Al laboratorio delle Tre Lune le ultime visioni li aspettano sulla soglia: Eris, Tafferuglio. E con loro arriva un altro messaggero: la convocazione di Casa Kundarak.
Salgono al Korranath, dove le torri sono intatte e la ricostruzione dopo la Luce non ha avuto niente da rimarginare. Durranak d’Kundarak li riceve come si riceve chi ha già salvato la città una volta. Il problema è semplice da dire e difficile da reggere: qualcosa, là sotto, sta spegnendo la fonte che tiene accesa Sharn. Anche le Sale Blindate del casato. I tremori sono solo il sintomo. E non è solo Sharn: arrivano dispacci da tutto il continente, la stessa cosa, ovunque. Vogliono che i Marchiati scendano.

«Non sarete soli.»
La porta si apre. La donna bendata è già dentro, nel cuore più blindato di Sharn, come a casa sua. Li conta a uno a uno, senza occhi, e si ferma dove ciascuno nasconde il proprio segno. Non spiega niente. Avverte. Poi esce, e lascia loro una cosa sola da portarsi sotto:

«Non fidatevi di ciò che vedete. Qui, gli occhi sono la prima bugia.»