La luce di Xaryxis

La luce di Xaryxis

Atto 4: Salvatori del Multiverso - Capitolo 12

Xaryxispace, Cittadella Imperiale 8 min 15 maggio 2026

La creatura d’ossidiana sul pavimento del Tempio aveva ricominciato a vibrare. Le guardie imperiali serravano il cerchio. Xedalli, sul bordo dell’Ara, aveva la mano alzata e l’anello al dito.

Per un istante, niente si muove.


La cattura

Le guardie avanzano. Non per uccidere — per catturare.

I cinque rispondono. Hyppolita spezza la formazione, l’alabarda apre brecce nei ranghi. Mei scivola tra le linee, lo stocco trova le giunture. Mork dispiega le immagini illusorie: i colpi cadono sui doppi e si perdono. Norik spinge i generatori, le scariche attraversano le armature. Kae’ryn invoca la luce crepuscolare di Celestian — colpisce i nemici, protegge i compagni.

Il cerchio si stringe lo stesso.

Il Comandante Corelleth si fa avanti. Combattuto, mano sull’arma, elmo calato.

«ARRESTALI, CORELLETH!»

Il comandante esita:

«Mia signora…»

Un lampo parte dalle dita dell’imperatrice. Colpisce Corelleth in pieno petto.

«MUORI, TRADITORE!»

Corelleth si accascia a terra senza vita.

Le guardie continuano ad avanzare. Hyppolita crolla in ginocchio. Le illusioni di Mork vengono spazzate via una dopo l’altra. Ha le spalle al muro.

La creatura d’ossidiana continua a vibrare.


La nave

Un boato. Un muro del Tempio va in frantumi — una nave l’ha appena sfondato. Quella nave. La loro nave. Si schianta sul pavimento in mezzo alle guardie.

Sul ponte: Krux e Warwyck con le sputafuoco in pugno, Gargenhale con Lefty sulla spalla, Burt Fluke, Y’thraka, Vitalia. Fel Ardra al timone, Topolah ai comandi.

E Starbough.

Lo schianto spezza in due Starbough. La chioma si sbriciola sul ponte.

L’impatto spazza via buona parte delle guardie. Le altre restano in piedi, le lame ancora a mezz’aria.

La creatura d’ossidiana smette di vibrare.

Si rialza.


La volontà

Luce dorata cresce dall’interno della creatura, oltre la corazza. Si riversa nel Tempio.

Una voce rimbomba nel Tempio. Gli xaryxiani presenti si inchinano.

«SE I MIEI EREDI TRADIRANNO LE MIE VOLONTÀ, DOVRAI INTERVENIRE.»

Poi una seconda voce. Non umana, non del defunto imperatore — qualcosa che parla attraverso lo zodar.

«PORTATE L’ANELLO NEL CUORE DELLA STELLA IN CUI FU FORGIATO E IL VOSTRO MONDO SARÀ SALVO.»

La luce avvolge i cinque, i sopravvissuti della Second Wind. Ogni ferita si chiude. Ogni stanchezza svanisce. Ogni riserva magica ripristinata.

Mei sente la mano sinistra prima di guardarla. La protesi è caduta a terra. Al suo polso c’è di nuovo carne.

Lo zodar si sbriciola.

Xedalli alza il volto verso il varco. Invoca a gran voce un nome.


Xerathar

Un boato. Il soffitto del Tempio va in frantumi — un drago solare l’ha appena sfondato. Il più grande visto finora. Atterra. La pietra trema.

Dietro di lui, Xedalli in volo, mano alzata, anello che brilla.

«Avete fatto la vostra parte. Il resto non vi riguarda.»

«Xerathar, loro sono il tuo bersaglio.»

Il drago soffia e l’ondata radiosa investe il gruppo. Mei e Kae’ryn cadono incoscienti. Gli altri restano feriti.

Una scarica di Norik rianima Kae’ryn. La sua luce solleva i compagni. Tornano in piedi, malconci.

Dai corridoi sfondati arrivano altre guardie. Le sputafuoco di Krux e Warwyck rimbombano nel Tempio. Le lame di Y’thraka e Burt Fluke aprono il varco.

Vitalia cade. Un momento dopo non c’è più — solo cenere. Gargenhale abbassa la testa. Poi torna a combattere.

Il gruppo lo assalta da ogni lato. Alabarda, stocco, furia arcana, scariche — convergono tutti su di lui. Xerathar è grande, le ferite contano appena.

Xedalli, da distanza di sicurezza:

«INCENERISCILI, XERATHAR!»

Il drago gonfia il petto. La luce dorata torna ad accumularsi tra le fauci.

Poi si ferma.


La principessa

Norik sente qualcosa muoversi sulla spalla. Si volta — è Lefty. La mano artigliata gli porge l’anello.

Xedalli vede il proprio dito spoglio.

«Il mio anello! Non è possibile!»

Xerathar osserva Norik, come in attesa.

Norik afferra l’anello e indica Xedalli:

«Lei è il tuo bersaglio.»

Il drago gira la testa.

Xedalli capisce in tempo per una parola.

«No.»

Il cono di fuoco la prende in pieno. Per un istante è visibile dentro la luce. Poi più nulla.

Le guardie abbassano le lame. Nessuno dà più ordini. Il Tempio si quieta.


Il senno

Civili riemergono dai portici — vesti cerimoniali strappate, volti increduli.

Per un attimo, tutto è fermo.

Poi Krux urla:

«DEVONO MORIRE TUTTI!!»

E spara. Una guardia che aveva già abbassato la lama. Un civile sotto il portico. Un alleato che gli passa davanti.

Il gelo arriva prima della reazione.

Krux continua a sparare.

Warwyck raggiunge Krux. Lo aggancia da dietro, braccio sotto il mento.

«Krux. Smettila adesso.»

Krux si dimena. Estrae la pistola di fianco, punta verso il portico. Warwyck non lo lascia. Il colpo gli prende il fianco.

Hyppolita si lancia di traverso. Abbatte Krux, lo immobilizza al suolo.

Tra Krux e i civili c’è Flinch. Si era frapposto. L’ultimo colpo lo ha preso in pieno petto.

Flinch resta in piedi. Guarda Krux.

Poi cade.


La voce

Kae’ryn non esita. Cinque passi. Si inginocchia accanto a Flinch. La luce di Celestian scende dalle sue mani.

«Resta. Le stelle aspetteranno.»

Le ferite si chiudono dall’interno.

Krux è ancora sotto Hyppolita. Guarda Flinch che torna a respirare. Ammutolisce. Abbassa gli occhi.

Flinch apre gli occhi. Trova Krux con lo sguardo. La voce arriva strappata.

«Hanno bruciato anche il mio mondo. Tanti cicli fa.»

Pausa.

«Avevo giurato che non avrei parlato finché non l’avessi vendicato. Poi ho capito che la vendetta non riporta indietro niente. Solo questo.»

Hyppolita sente Krux smettere di lottare. Allenta la presa. Krux non si rialza. Resta seduto, le mani sulle ginocchia. Warwyck, medicato da Kae’ryn, resta vicino a lui in silenzio.


Il consiglio

Il Tempio è devastato — il relitto della Second Wind sul pavimento, Starbough in pezzi, il Macellaio fermo dove era caduta Vitalia.

Si raccolgono tutti attorno all’Ara.

Norik stringe l’anello:

«Qualcuno deve portarlo nel raggio. Fino al cuore della stella.»

Flinch resta accanto a Krux. Krux non parla.

Warwyck:

«Un sacco di bravi soldati sono morti oggi per portarvi a questa scelta. Scegliete bene.»

Topolah:

«Una stella che muore. Lo spettacolo di un’era. Io non lo perderei.»

Y’thraka:

«Adesso sta a voi.»

I cinque si guardano. Decidono.

Xaryxis muore.


Il vampirata

L’Ara continua a brillare.

Hyppolita si fa avanti per prima. Si ferma sull’orlo, l’alabarda ancora in mano.

«Lo faccio io.»

Gargenhale le mette una mano sulla spalla sana.

«Avevo sognato di vedere tutto bruciare. Era oggi. Il capitano non abbandona la nave: oggi la mia è una stella.»

Si rivolge al gruppo:

«È stato un onore navigare insieme. Sottoposti come voi sono rari. Spero apprezziate l’ironia di un vampirata che vola dentro una stella morente.»

Si volta verso Topolah e le posa Lefty nelle mani.

«Che non si dica mai che Grimzod Gargenhale abbia mancato di porgere una mano a una bella signora.»

Lefty si arrampica sulla spalla di Topolah, come faceva con lui.

Norik chiama Xerathar un’ultima volta. Il drago lo guarda.

«Vai ad aiutare la coalizione.»

Il drago abbassa la testa. Spiega le ali. Sparisce.

Norik consegna l’anello a Gargenhale.

Gargenhale entra nell’acqua azzurra dell’Ara. Un inchino teatrale verso il gruppo, una mano al cuore. Poi spalanca il braccio verso il fascio di luce blu.

La luce lo avvolge.


La luce di Xaryxis

Mentre Gargenhale si posiziona nel raggio, il resto del gruppo non aspetta. Fel Ardra raggiunge ciò che resta della Second Wind. Niente risponde. Senza Starbough, è solo legno spezzato.

Il gruppo corre fuori dal Tempio. La cittadella è piena di navi — atterraggi d’emergenza, schianti dello scontro aereo. Alcune in fiamme, altre intatte ma senza equipaggio.

Una nave calamaro è ferma su una piazza vicina — scafo dei mercane, tentacoli arruffati, vuota. La scaletta è già abbassata.

Salgono tutti. La nave si solleva.

Tre minuti dopo, lontano dietro di loro, Xaryxis diventa mille volte più luminosa per un secondo intero.

Poi si spegne.

Onde d’urto multicolori si espandono — anelli che attraversano Xaryxispace in tutte le direzioni. La cittadella inizia a tremare.

L’onda li raggiunge da poppa e scaglia la nave in avanti. Lo scafo cede, cigola, regge per un soffio. Tutti ai posti — Fel Ardra al timone, Topolah ai comandi mercane, Norik ai generatori a mani nude.

Tutti col fiato in gola.

Un attimo dopo, sono nel vuoto aperto del Mare Astrale.

Dietro, Xaryxispace si frantuma in schegge di vetro. Kae’ryn ne raccoglie qualcuna sul ponte.

Davanti, silenzio argenteo.