Sottomonte non è un luogo che si conquista. È un luogo che osserva, attende, consuma.
Chi è sceso nei suoi corridoi non ne è mai uscito davvero: anche quando il corpo ha risalito la scala del Portale Spalancato, qualcosa è rimasto laggiù. Un nome inciso nella pietra. Un giuramento non mantenuto. Un volto pietrificato che ancora ascolta.
Halaster ride ancora, da qualche parte. Non perché abbia vinto — ma perché il gioco continua.
Questa non è la storia di un dungeon completato, né di un trionfo. È l’archivio di scelte fatte al buio, di alleanze fragili, di vite spezzate e di miracoli concessi per errore.
Le pagine che precedono non raccontano come affrontare Sottomonte. Raccontano cosa accade a chi osa farlo.
E se stai leggendo fin qui, forse lo sai già: non importa quanto in profondità si scenda.
Sottomonte trova sempre il modo di risalire con te.