Viaggi nella Cittadella Radiosa

L'immondo della miniera vacua

San Citlán — Altopiani minerari

La Cittadella Radiosa 5 min 1 settembre 2024

Dopo gli eventi di Divinafflato, una delle Gemme della Concordia reagisce con un’intensità anomala. La Gemma dell’Opale di Fuoco segnala una crisi in rapido peggioramento nelle terre di San Citlán. Un morbo noto come sereno si sta diffondendo tra le comunità rurali, e gli Araldi temono un’origine sovrannaturale.

Sholeh convoca il gruppo senza esitazioni. La destinazione è fissata, e il tempo a disposizione è poco.

Terre aride e comunità stremate

Il viaggio conduce gli avventurieri su un altopiano secco, battuto dal vento. Villaggi isolati, campi poveri e sguardi sospettosi raccontano di una regione già provata, ora colpita da qualcosa che non riesce a comprendere né a contenere.

È evidente che qui il male non è recente. Ha messo radici.

Milpazul

A Milpazul, il clima è teso. La popolazione soffre per il sereno e l’arrivo degli avventurieri coincide con la presenza di cacciatori di taglie, sulle tracce di Paloma, una donna accusata di essere all’origine dei disordini nella regione.

L’incontro con Paloma ribalta subito la situazione. Non è una criminale, ma l’unica sopravvissuta di un gruppo che ha tentato di affrontare una creatura mutaforma. Racconta di un gufo mostruoso, di una miniera abbandonata e della città fantasma di Vacua.

Le sue informazioni sono frammentarie, ma indicano una direzione precisa.


Verso Vacua

Il cammino prosegue tra colline secche, agavi e pietre spaccate dal sole. Più volte una sagoma alata sorvola il gruppo, senza mai attaccare. Osserva, misura, scompare.

Quando Vacua appare all’orizzonte, non è deserta. Edifici in rovina, pattuglie armate e una carrozza fuori luogo segnalano una presenza organizzata.

Itzmin del Prado

A controllare Vacua è Itzmin del Prado, tiefling e politico di San Citlán. Ufficialmente si trova lì per contenere l’epidemia e impedire accessi pericolosi alla miniera.

La realtà è diversa. Itzmin serve Pazuzu e sta cancellando ogni traccia che colleghi la regione alle attività del culto. Quando i personaggi insistono per entrare nella miniera, il tiefling mette in atto il suo piano: far esplodere l’accesso e intrappolarli all’interno.

La via del ritorno scompare in un istante.


La Miniera Vacua

Le gallerie sono instabili e percorse da correnti d’aria che distorcono i suoni. Piume, graffi e segni innaturali indicano il passaggio della creatura.

Esplorando, il gruppo scopre un tunnel secondario che conduce a un cenote antico, collegato al quartiere di Los Gavilanes, a San Citlán. È un’uscita inattesa, ma permette loro di sfuggire alla trappola.

Quando riemergono, la città è immersa nella Notte dei Ricordati. La festa, però, non cancella l’inquietudine.


Doña Rosa e Serapio

Nel quartiere, i personaggi incontrano Doña Rosa, preoccupata per il figlio Serapio. Il giovane è cambiato: sparizioni frequenti, comportamento instabile, e un gufo maculato che veglia costantemente sulla casa.

Il collegamento diventa evidente. Serapio non è vittima del sereno. Ne è la fonte.

Corrotto dalla volontà di Pazuzu, è divenuto un tlacatecolo, responsabile della maledizione che affligge la regione. Itzmin è consapevole della trasformazione e tenta di catturarlo o eliminarlo.

L’inseguimento conduce allo stabilimento che porta il suo nome.

Lo stabilimento siderurgico

L’acciaieria è un ambiente ostile: piattaforme instabili, catene sospese, vasche di metallo fuso. Qui Serapio perde ogni controllo e il tlacatecolo emerge nella sua forma completa.

Lo scontro è rapido e brutale. La creatura sovrasta il gruppo, mettendo quasi tutti fuori combattimento.

Daykul resta l’unico in piedi.

Comprende che non esiste una vittoria possibile senza un costo definitivo. Affronta il mostro, lo immobilizza e si getta con lui nella vasca di fusione.

Il tlacatecolo muore. Il sereno inizia a dissolversi.

Daykul non ritorna.

Dopo la caduta

Con la morte del tlacatecolo, il morbo perde la sua fonte. Le comunità iniziano lentamente a riprendersi, anche se la ferita resta.

Il gruppo lascia San Citlán con una vittoria che non può essere celebrata. Il prezzo pagato è inciso in modo permanente nella storia della compagnia.


Gazzetta di San Citlán

Cultura e società San Citlán è una città di contrasti: ville sontuose e quartieri operai sovraffollati, una classe dirigente di incantatori e un popolo che sopravvive ai margini dell’industria magica. Il Trecena, consiglio cittadino, unisce potere politico e influenza spirituale in un equilibrio sempre instabile.

Economia La principale fonte di ricchezza è la Ferriera Marfil, un grande stabilimento siderurgico che lavora i minerali locali con tecnologia innovativa e magia. L’industria convive con un’agricoltura arida nelle terre di confine e con un’economia informale che prospera nei vicoli di Los Gavilanes.

Creature e spirito del luogo Il folklore di San Citlán non è leggenda: è una guida pratica alla sopravvivenza. Miniere abbandonate, luoghi dimenticati e colpe irrisolte attraggono entità soprannaturali concrete, e la città sa che ignorare questi segnali ha sempre un costo.

Feste e tradizioni La Notte dei Ricordati è la celebrazione più importante dell’anno. Le strade si riempiono di maschere elaborate, scheletri eleganti e costumi da diavolo; ogni famiglia porta offerte agli altari dei propri morti, in un rito che mescola gioia, memoria e timore reverenziale.

Identità San Citlán vive nell’equilibrio precario tra fede e industria, tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Il soprannaturale non è qualcosa di lontano o eccezionale: è il vicino di casa, e trattarlo con rispetto è questione di sopravvivenza quotidiana.